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La quarantena? Una palestra di apprendimento – Parola di mental coach

«Nemmeno un’emorragia cerebrale era riuscita a togliermi gli sci dai piedi. Il coronavirus sì: mi ha fatto smettere». Luca Bertagnolli non è solo un appassionato: è una persona nota nell’ambiante sciistico. Istruttore nazionale, ex campione del mondo nella categoria master. E poi, guida di un’atleta ipovedente condotta ben 10 volte sul gradino più alto del podio nei Campionati Italiani (e anche a vincere una medaglia d’argento). Oltre a essere uno sportivo, Bertagnolli è anche mental coach. Difficile per un personaggio tanto dinamico appendere passione e sci al chiodo. L’11 marzo, però, è stato cosìì. Dall’oggi al domani. Senza preavviso. Con qualche asettica riga su un Dpcm, quello che ha spento lo sci e ha costretto Bertagnolli a chiudere anche le porte del suo studio, dove riceve chi si rivolge ai suoi servizi di “allenatore psicologico”. «Sono stato obbligato a fermarmi e “rinchiudermi” in casa. Non ero abituato».

Come ha reagito allo stop forzato?

«La vita mi ha sempre allenato al problem solving. Prima come atleta, dato che dovevo gestire le difficoltà degli allenamenti; poi da psicologo, dovendomi adattare alle esigenze dei miei clienti. In questa occasione è stato diverso».

Si ringrazia Giovanni Bianchini per aver raccolto e confezionato l’intervista … continua a leggere