Non categorizzato

MODELLO ORGANIZZATIVO 231

L’esperienza maturata negli anni in favore delle Aziende, consente a Mente Mobile del dott. Luca Bertagnolli di offrire, ricorrendo all’ausilio di professionisti con competenze integrate legali, societarie ed organizzative, un efficace ed adeguato servizio di consulenza, assistenza e redazione del Modello Organizzativo 231 e di garantire il suo aggiornamento in conformità alla normativa vigente.

LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA

DA REATI DEGLI ENTI

Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 231/2001, è stata introdotta una responsabilità, autonoma e diretta, degli Enti, derivante dalla commissione di alcuni reati ( c.d. reati-presupposto) compiuti nel loro interesse o a loro vantaggio da soggetti qualificatamente inseriti nell’organizzazione, ossia persone con funzione apicale all’interno dell’azienda (amministratore, dirigente e amministratore di fatto) o con posizione subordinata (sottoposti alla loro direzione, controllo o vigilanza).

Soggetti destinatari

  • gli enti forniti di personalità giuridica;
  • le società;
  • le associazioni anche prive di personalità giuridica;

Sono, invece esclusi lo Stato e gli Enti pubblici territoriali, enti pubblici non economici, gli Enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.

REATI PRESUPPOSTO

  • Reati nei rapporti con la pubblica amministrazione;
  • Delitti informatici e trattamento dei dati;
  • Delitti di criminalità organizzata;
  • Concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione;
  • Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento;
  • Delitti contro l’Industria e il commercio;
  • Reati societari;
  • Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico;
  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili;
  • Delitti contro la personalità individuale;
  • Abusi di mercato;
  • Omicidio colposo o lesioni colpose gravi o gravissime con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonché autoriciclaggio;
  • Delitti in materia di violazione del diritto d’autore;
  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria;
  • Reati ambientali;
  • Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
  • Razzismo e xenofobia;
  • Frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati;
  • Reati tributari;
  • Delitti di contrabbando;
  • Reati transazionali.

SOGGETTI APICALI E SOGGETTI SUBORDINATI

Soggetti apicali, ossia persone che hanno funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell’ente, o di un’unità organizzativa autonoma funzionalmente o finanziariamente, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;

Soggetti sottoposti, ossia persone sottoposte all’altrui vigilanza di uno dei soggetti apicali.

REGIME SANZIONATORIO

La normativa ai sensi del D.lgs 231/2001, ha introdotto un microsistema destinato ad integrarsi con quello previsto dal codice penale, prevedendo, oltre alle pene previste per le persone fisiche che commettono il reato, anche l’applicazione di specifiche sanzioni in capo all’Ente.

Le sanzioni specificatamente previste sono:

  • sanzioni pecuniarie
  • sanzioni interdittive
  • confisca del prezzo o del profitto che l’Ente ha tratto dal reato, anche per equivalente.
  • pubblicazione della sentenza di condanna

PERCHÈ ADOTTARE IL MODELLO ORGANIZZATIVO

L’ente, per andare esente da responsabilità, dovrà fornire la prova di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto di reato, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatosi e ciò attraverso l’adozione di un modello organizzativo, ossia di un sistema strutturato di principi di comportamento, procedure operative, presidi di controllo e sanzioni disciplinari, che regolamentano l’attività interna dell’ente.

COME SI COSTRUISCE IL MODELLO ORGANIZZATIVO

Il modello 231 deve essere creato appositamente per l’azienda, valutando le sue esigenze specifiche e adeguandolo alle sue dimensioni e capacità produttiva, indicando le tecniche e le modalità che l’impresa adotta nel perseguire il proprio obiettivo.

In particolare il modello 231 si fonda su un sistema strutturato ed organico di procedure, nonché di attività di controllo che:

  • Individuano le aree ed i processi di possibile rischio nell’attività aziendale, ovvero quelle attività nel cui ambito si ritiene più alta la possibilità che siano commessi i reati;
  • Definiscono il sistema normativo interno, finalizzato alla prevenzione dei reati, nel quale sono ricompresi: il Codice etico, che esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione degli affari; il sistema delle deleghe, i poteri di firma e di procure per la firma di atti aziendali che assicuri una chiara e trasparente rappresentazione del processo di formazione e di attuazione delle decisioni; le procedure formalizzate tese a disciplinare le modalità operative nelle aree a rischio.

Tra gli strumenti di tutela, oltre a quanto sopra indicato, rientrano:

  • Nomina dell’Organismo di Vigilanza;
  • Sistema disciplinare e sanzionatorio;
  • Attività di informazione, comunicazione e di formazione.

CONCLUSIONI

I modelli organizzativi ai sensi del D. Lgs. 231/2001, non forniscono solo un’esimente dalla responsabilità amministrativa, ma consentono anche un valido strumento per il miglioramento della governance societaria, della competitività della stessa, basando la policy su principi di integrità etica.

Le imprese hanno l’occasione di revisionare i propri processi, di adottare politiche per gestire al meglio gli aspetti legati alla conformità normativa e di introdurre una cultura aziendale che si basi sulla trasparenza ed efficienza, con conseguente miglioramento dei controlli interni.

Le aziende, grazie a Modelli Organizzativi adeguati ed efficaci, possono poi usufruire di agevolazioni finanziarie, sia a livello comunitario, nazionale che regionale: contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato, incentivi fiscali, riduzioni premi Inail, ecc.

Per chi vuole intrattenere rapporti contrattuali con la P.A.: si sta sempre più diffondendo l’obbligatorietà del possesso dei modelli organizzativi per le imprese private.

Non avere un “Sistema 231”, significa essere letteralmente “tagliati fuori” dal mercato.

Non categorizzato

IL CAMBIAMENTO IN AZIENDA?

Parte sempre dalle persone! Perché sono le PERSONE il vero motore dell’azienda, SEMPRE.

Perché un’azienda possa:
– cambiare davvero;
– innescare il “change management”;
Bisogna lavorare sulla cultura aziendale, sulla FILOSOFIA. Per farlo è necessario partire dai singoli individui, la vera forza propulsiva di ogni azienda… E per innescare un cambiamento ce ne vuole molta.

Quali sono gli aspetti sui quali lavorare? Sicuramente è necessario puntare sulla crescita individuale: se i singoli migliorano la qualità del loro stare in azienda migliora anche il benessere organizzativo ed alla fine migliora il risultato globale.
Altri aspetti necessari sono:
– la diffusione della cultura aziendale a tutti i livelli;
– fare in modo che le persone diventino gli AMBASCIATORI dell’organizzazione a cui appartengono;
– far emergere l’orgoglio collettivo derivante dalla partecipazione ad un progetto comune.
Solo così il cambiamento in azienda diventerà naturale! Quasi un processo fisiologico… inarrestabile.

La cosa fondamentale è che il cambiamento sia un processo che avviene A TUTTI I LIVELLI, dalla base ai vertici e viceversa. Nessuno deve essere lasciato indietro, altrimenti il nostro processo di cambiamento non sarà fluido e sembrerà, piuttosto, una ruota che gira male.

Non categorizzato

LA FELICITA’ SUL LAVORO, PER PORTARLA NELLA TUA VITA

Obiettivi del corso

Un ciclo di 5 incontri da un’ora e mezza ciascuno per allenare alla felicità lavorativa, con lo scopo di ottimizzare il benessere globale organizzativo

  • Significa estendere la felicità del singolo manager lavoratore al beneficio dell’intera azienda: sviluppare la felicità lungo tutti i livelli dell’organizzazione per incrementare la produttività e l’efficienza del singolo E dell’azienda stessa.

Programma

  • OBIETTIVI STEP 1:
  • interiorizzazione dei capisaldi di base
  • cosa intendiamo per felicità sul lavoro
  • cosa ci impedisce di raggiungerla nella quotidianità

 

  • OBIETTIVI STEP 2:
  • approfondimento per capire come sbloccare la felicità sul lavoro
  • la felicità è la nuova produttività
  • locus of control e responsabilità

 

  • OBIETTIVI STEP 3:
  • la formula della felicità e il tema del benessere
  • allenamento alla felicità
  • concetto di flow

 

  • OBIETTIVI STEP 4:
  • evoluzione della felicità
  • mentalità vincente
  • dal lavoro produttivo, all’azienda efficace e alla vita soddisfacente

 

  • OBIETTIVO STEP 5:
  • applicazione degli strumenti acquisiti

Durata e orari

8 ore dal 15/4/2021 al 13/5/2021 dalle ore 20.30 alle ore 22.00 ( tutti i giovedì)

Formatore

Dott. Luca Bertagnolli,  formatore e Istruttore Nazionale di Sci Alpino, laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche. Nei suoi studi si è specializzato in PNL e Public Speaking – Svolge la sua attività in ambito sportivo e manageriale.

Interverrà la dott. Areta Piazza, laureata in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva e studentessa della Laurea Magistrale in Psicologia della Formazione.

Organizzaizione

Cooperativa di Cortina

Iscrizione

Per informazioni ed iscrizioni: info@coopcortina.com

Non categorizzato

SMARTWORKING – i segreti del mestiere

L’essere umano si distingue dagli animali per la sua straordinaria capacità di adattamento. Darwin insegna come la sopravvivenza sia permessa dal cambiamento, e nessun essere vivente ha saputo modificarsi quanto noi, nella storia dei tempi.
Come dopo ogni crisi, durante la pandemia che ci ha colpiti gli uomini si sono attivati da un lato, dal punto di vista medico-sanitario e dall’altro, dal punto di vista applicativo: nella realizzazione di una realtà a prova di covid, una realtà che non si basi sulla sopravvivenza alla crisi, ma su una rinascita.
La già esistente modalità di lavoro (e studio) smart-working si è resa necessaria per la maggior parte dei mestieri, con tutti i suoi vantaggi e svantaggi:
PRO:
  • Minori spese: per raggiungere l’ufficio, la pausa pranzo fuori…
  • Meno tempo fuori casa: più attenzione per la famiglia, per gli animali, le piante…
CONTRO:
  • Difficoltà a separare il lavoro dalle ore libere
  • Sensazione di essere intrappolati, desiderio di fuggire dalla realtà
  • Aumento dello stress e possibile peggioramento delle relazioni “tra le mura”
Ci capita di svegliarci e sentirci già stanchi prima ancora di cominciare la nostra giornata lavorativa… c’è un modo di gestire il nostro tempo in maniera migliore? Come arrivare alla fine della giornata senza troppi pensieri? Cosa possiamo impegnarci a fare, per restituire alla nostra quotidianità la serenità persa?
È semplice, basta seguire pochi semplici consigli pratici… e i risultati si noteranno anche nel miglioramento della nostra performance lavorativa.
  1. Costuirsi un rituale mattutino: che sia ritagliarsi il tempo per una sana e ricca colazione, o stare con la famiglia… insomma prendersi un momento nel qui e ora per raccogliere le idee e prepararsi al meglio alla giornata
  2. Fare delle pause. Stare tanto al pc non fa bene agli occhi, allungare lo sguardo guardando fuori dalla finestra è un efficace rimedio per rilassare l’occhio e la mente
  3. Come è noto a molti, stare tante ore seduti (che sia in ufficio o in smartworking) non è l’ideale per la schiena, e fare piccole pause di stretching o allungamenti – magari in attesa dell’inizio di una zoom call – può aiutare a migliorare il benessere generale
  4. Il vantaggio di avere “la mensa” accanto “all’ufficio”: la pausa pranzo può diventare un momento di divertimento, cucinando qualcosa di sfizioso in cucina – è forse meglio che un panino di corsa in attesa di tornare sul luogo di lavoro
  5. Non rinunciare alla socialità: la giornata domestica non deve ruotare tutta intorno al lavoro – skype, chiamate… gli strumenti che abbiamo sono sufficienti (aggiungendo un pizzico di creatività) per ritrovarsi con le persone che amiamo in una modalità nuova – e non per questo peggiore. Giocare a ripescare vecchie amicizie perse nel tempo o perchè no, farne di nuove online è una buona strategia per ampliare gli orizzonti social e passarsi il tempo in tempi di pandemia, lontani ma vicini.
  6. Riflettere sul vantaggio che abbiamo rispetto alle generazioni passate: abbiamo la possibilità di lavorare, studiare e frequentare persone non uscendo dalle mura di casa. E’ normale che a volte ci faccia sentire stretti, ma è anche un lusso che dobbiamo riconoscere di avere e di convididere tutti – di nuovo, stare lontani ma vicini nella tecnologia.
Quindi imparare a separare gli spazi:
  • fisici (evitare, se possibile, di lavorare a letto dove si dorme, per aumentare la produttività)
  • mentali (cercare di non lavorare giorno e notte, ricordarsi che ci sono sì le scadenze ma ci sono anche le necessità biologiche del nostro organismo, che per essere produttivo ha bisogno di STARE BENE)